<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342</id><updated>2012-01-31T09:59:59.185+01:00</updated><category term='fumetti'/><category term='Hugo Pratt'/><category term='libri'/><category term='Simenon'/><category term='Fred Vargas'/><category term='Guccini'/><category term='computer'/><category term='Ripensando'/><category term='ragazzi'/><category term='Scrivere'/><category term='televisione'/><category term='vignette'/><category term='Storie'/><category term='citazioni'/><title type='text'>Epimeteo</title><subtitle type='html'>Il fratello più stupido di Prometeo</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>41</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-2693149007377820514</id><published>2009-01-29T15:41:00.002+01:00</published><updated>2009-01-29T15:59:37.399+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='computer'/><title type='text'>IL TEMPO E LA MEMORIA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il tempo corre e questo è un luogo comune. Però è vero che in pochi anni ci troviamo immersi in una realtà totalmente rivoltata rispetto al passato. Come facevamo, appena ieri, quando i computer non c'erano, o perlomeno non erano così presenti e importanti come sono diventati, in fondo, da una ventina d'anni a questa parte? Si scriveva lo stesso, si lavorava lo stesso, si facevano le stesse cose (non necessariamente in meno tempo...)... Certo che uno strumento come il computer è utile e ormai indispensabile (ma pensiamo a quando manca la corrente e non possiamo fare più niente... o non sappiamo fare più niente... tutto quello che facciamo è legato all'energia elettrica...). Ma pare ci siano altri limiti: leggevo nei giorni scorsi del rischio che gran parte della memoria e della testimonianza sui nostri anni vada perduta proprio perché affidata unicamente al supporto telematico: infatti non tutto quello che viene prodotto viene archiviato, e perciò in fase di ricostruzione storica sul costume e gli stili di vita attuali c'è il pericolo di trovarsi con un "buco nero". Già così come siamo la memoria spesso latita (perché a qualcuno fa comodo che latiti...), e la storia sembra non insegnare più niente nemmeno quando è stampata su carta (perché nessuno ne trae più ispirazione o non viene presa in considerazione o non si conosce o viene detto che non è vera). Ma il rischio davvero reale è che siano poi le mail, gli sms, i blog futili, i libri inutili e la spazzatura televisiva quello che resterà di questi anni...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-2693149007377820514?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/2693149007377820514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=2693149007377820514' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/2693149007377820514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/2693149007377820514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2009/01/il-tempo-e-la-memoria.html' title='IL TEMPO E LA MEMORIA'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-4557079458304554815</id><published>2009-01-01T22:17:00.002+01:00</published><updated>2009-01-01T22:22:30.050+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><title type='text'>RICOMINCIAMO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Negli ultimi mesi, per un motivo o per l'altro, questo esercizio di scrittura, che peraltro non è mai stato rigorosamente quotidiano né ha mai avuto la presunzione di esserlo, si è interrotto. Quattro post appena tra novembre e dicembre. Va bene, se sono uno che pensa le cose in ritardo bisogna pure far passare del tempo tra il pensare e lo scrivere, no? Comunque, visto che inizia un nuovo anno, mi sembra doveroso cercare di riprendere questa (buona? non so) abitudine... Intanto con gli auguri di buon anno, poi... Si vedrà!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-4557079458304554815?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/4557079458304554815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=4557079458304554815' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4557079458304554815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4557079458304554815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2009/01/ricominciamo.html' title='RICOMINCIAMO'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-2118225674463372146</id><published>2008-12-24T22:08:00.004+01:00</published><updated>2008-12-24T22:44:02.655+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie'/><title type='text'>NATALE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;É brutto dirlo, ma a volte non vorremmo che fosse Natale. Perché ci arriviamo di corsa, all'improvviso, ci sembra che sia appena finita l'estate, nemmeno ci siamo accorti dell'autunno. Il Natale arriva di soppiatto, magari senza più quell'attesa che una volta invece lo caratterizzava. Certo, eravamo bambini, ma era poi appena ieri... o poco più. O almeno così sembra. Il Natale troppo affollato di cose che con la ricorrenza non hanno molto a che fare, ma questo è ormai un luogo comune che va di moda ripetere a contrasto con il clima corrente. Però arriva, e improvvisamente ci sentiamo in dovere di entrare nel clima. E andiamo magari a confrontarci dickensianamente con gli spiriti passati, con quelli futuri, e li compariamo negativamente con quello presente. Ogni anno così. Allora non resta che augurarci che ognuno trovi il senso del proprio Natale, nella situazione corrente di ciascuno, trovando magari un momento di riflessione, di tregua, di pace. Utopie, forse. Ma almeno conserviamone l'impressione. E cerchiamo di mantenerle il più a lungo possibile... Buon Natale. Che possa ancora stupirci e che noi possiamo ancora permettergli di farlo. Questa notte spegniamo qualche luce inutile: chissà che non si riesca a vedere qualche stella...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-2118225674463372146?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/2118225674463372146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=2118225674463372146' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/2118225674463372146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/2118225674463372146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/12/natale.html' title='NATALE'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-1859413008304522073</id><published>2008-12-22T17:00:00.005+01:00</published><updated>2008-12-22T17:11:59.080+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie'/><title type='text'>UN RACCONTO PER NATALE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Lo so. Lo so che da un mese questo blog è muto. Ma ho anche scritto più volte che se non si ha nulla da dire, di solito è meglio stare in silenzio. Ma è Natale, e allora voglio regalare ai pochi eventuali lettori rimasti, un vecchio racconto... Ha tredici anni ma forse...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;CHI L'HA DETTO CHE NON È NATALE?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nel paese di Burozia il progresso aveva fatto davvero passi da gigante.&lt;br /&gt;Si era cominciato con le innovazioni più normali, quali gli innumerevoli elettrodomestici che avevano facilitato la vita dei buroziani fino a permettere loro di non dover fare più nulla da soli, dall'allacciarsi le scarpe a mettersi le dita nel naso, perché c'era per ogni necessità la macchinetta adatta. Poi si era andati avanti con la completa automatizzazione di tutto. Ogni cosa era programmabile anche dall'esterno, per mezzo di tutta una serie di telecomandi che, in qualunque posto ci si trovasse, erano in grado di trasmettere i loro segnali. A poco a poco si era arrivati a quello che la classe politica buroziana considerava l'Estremo Punto d'Arrivo: il non dover più uscire di casa.&lt;br /&gt;Non ce n'era più bisogno: infatti, tramite reti telematiche, antenne, sistemi di comunicazione a distanza, tutti ora potevano fare tutto senza muoversi. Anche il cibo veniva distribuito, ovviamente in scatola, attraverso una complicata rete di tubi trasportatori che aveva terminali in ogni casa. Passarono di moda i computer portatili e i telefoni cellulari: tutta roba vecchia, che presupponeva un movimento del suo possessore, e quindi l'esigenza di portarsi dietro gli strumenti di lavoro. I giornali arrivavano via fax o via modem. E la televisione faceva il resto, divenendo l'unica voce esterna che i buroziani potevano sentire.&lt;br /&gt;Così la gente sapeva solo quello che diceva la televisione. E quello che diceva la televisione era vero. Così, se non si voleva far sapere una cosa, bastava che la tivù non la dicesse.&lt;br /&gt;Un anno, dopo che un sondaggio sulla popolarità gli aveva assegnato il secondo posto dopo Gesù Cristo, il padrone di tutti i canali della televisione decise che non gli faceva comodo che fosse Natale. E così fece in modo che nessuno, in nessuna trasmissione, spot pubblicitario o telegiornale, ne parlasse. E così avvenne, e così fu da quell'anno in poi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anna abitava in un paesino quasi ai confini di Burozia. In mezzo alle montagne: era l'unico posto in cui, incredibile ma vero, i segnali della televisione non arrivavano. E siccome la tivù non c'era, nessuno sapeva che quel paesino esisteva, e nessuno se ne preoccupava. Tanto meno gli abitanti, che non essendo minimamente toccati dall'ondata di progresso, avevano continuato a vivere come se niente fosse. Certo, erano dei primitivi: continuavano a cucinare sul fuoco, a raccogliere la frutta dagli alberi e a godersi il sole fuori casa... ma nonostante questo erano felici.&lt;br /&gt;C'era una strada che dal paesino scendeva a valle. Ma non arrivava mai nessuno da di là, e nessuno aveva mai sentito il bisogno di andare a vedere dove portasse. Finché non scappò il gatto. Il gatto di Anna, un gatto grigio tigrato che si chiamava Billy, e che era tanto curioso quanto irrequieto.&lt;br /&gt;E il 22 dicembre Billy decise di andare a vedere come era fatto il mondo.&lt;br /&gt;Qualcuno lo aveva visto imboccare la strada, ma nessuno era riuscito a fermarlo. Se Anna lo rivoleva doveva andarlo a cercare, e chissà dove era andato. La ragazzina non si perse d'animo, e s'incamminò a sua volta per la famosa e sconosciuta strada.&lt;br /&gt;Cammina cammina, Anna arrivò a fondo valle. Di Billy nemmeno l'ombra, ma non solo: non c'era anima viva in giro. In lontananza si vedeva un piccolo paese, e fu lì che si diresse.&lt;br /&gt;Le strade erano vuote, ma dalle case uscivano delle luci azzurrine. E sui tetti, su tutti i tetti, una selva di antenne. Cose che Anna non aveva mai visto. In giro sembrava che non passasse nessuno da molto tempo. Non c'era un' automobile, non c'era una cartaccia, solo un enorme strato di polvere accumulata, che nessuno evidentemente si dava la pena di levare. La gente, se c'era, era chiusa in casa.&lt;br /&gt;La cosa che più colpì Anna fu la completa assenza di ogni decorazione natalizia, nonostante mancassero solo tre giorni al Natale. Nel suo paese c'era un grande albero pieno di luci colorate e un bel presepio costruito proprio nella piazza della chiesa. Qui nulla. Anche i negozi sembravano abbandonati da tempo.&lt;br /&gt;Le case erano collegate da grandi tubi di metallo azzurri, che pescavano nel terreno, moderne radici da cui evidentemente si alimentavano.&lt;br /&gt;Anna percorse quello strano paesaggio con un po' di timore. Avrebbe voluto chiamare Billy, ma le sembrava che in quel silenzio irreale il suo richiamo sarebbe risultato quasi sconveniente.&lt;br /&gt;Poi vide una piccola luce.&lt;br /&gt;Proprio laggiù in fondo, da sotto la porta di una casa isolata, una casa che, a differenza delle altre, sembrava disabitata. Senza antenne, senza tubi e senza luci azzurrine dalle finestre.&lt;br /&gt;Una casa diversa da tutte le altre proprio perché era come lei sapeva essere le case, una luce che le appariva, chissà perché, familiare. Si avvicinò alla porta e bussò.&lt;br /&gt;Venne ad aprire un uomo di mezza età, magrissimo e dall'aria triste.&lt;br /&gt;- Sì?&lt;br /&gt;- Scusi... ha mica visto il mio gatto?&lt;br /&gt;Sul viso dell'uomo si dipinse un intero arcobaleno di espressioni. Dallo stupore alla contentezza, all'incredulità. Rispose quasi balbettando. Aveva evidentemente difficoltà ad articolare le parole.&lt;br /&gt;- Ma... ma... sì, il gatto. Credo di sì...&lt;br /&gt;Incespicando, l'uomo fece cenno ad Anna di entrare in casa.&lt;br /&gt;Una casa arredata con gusto, ma dove tutto sembrava antico e fuori luogo, se confrontato con l'esterno. C'erano anche molti libri, tutti vecchissimi.&lt;br /&gt;In cucina c'era Billy, intento a leccare con gusto una ciotola di latte.&lt;br /&gt;- Per fortuna è venuto da me. Io ho ancora una mucca, e il latte fresco. Ma tutti gli altri non sanno più cosa significa. Tutto in polvere! - disse l'uomo, con una smorfia.&lt;br /&gt;E le raccontò quello che era successo in quegli anni.&lt;br /&gt;L'uomo si chiamava Tommaso, ed era l'unico nel paese a non avere la televisione. Anna ascoltava con la bocca aperta.&lt;br /&gt;- Io sono riuscito a resistere, ma solo perché non davo loro fastidio. Uno dopo l'altro, tutti si sono chiusi in casa, non ho avuto più nessuno con cui discutere.&lt;br /&gt;- Ma... - chiese alla fine - Non vi fate nemmeno i regali per Natale?&lt;br /&gt;Sul viso di Tommaso passò una nuvola di tristezza e di stupore.&lt;br /&gt;- Il Natale? Ma perché, esiste ancora?&lt;br /&gt;- Certo, noi lo festeggiamo sempre: facciamo l'albero, il presepe, cantiamo e ci facciamo i regali...&lt;br /&gt;- Eh, vallo a dire al padrone del paese. Qui quello che non dicono in televisione non esiste. E se vi scoprono, .lassù in montagna, vi riducono come noi. Quasi quasi vengo via con te!&lt;br /&gt;Anna ci pensò su in silenzio. Intanto Billy le era saltato in grembo e aveva cominciato a fare le fusa.&lt;br /&gt;- Se vuoi puoi venire... - disse - Ma non è meglio cercare di far tornare le cose a posto?&lt;br /&gt;Tommaso rise a denti stretti.&lt;br /&gt;- E credi che io non ci abbia provato? Mi hanno preso per matto!&lt;br /&gt;Anna sorrise, grattando la testa di Billy.&lt;br /&gt;- Perché eri da solo. Lascia che chiami i miei amici, e vedrai...&lt;br /&gt;- Ma come li chiami?&lt;br /&gt;- Beh, il telefono lo abbiamo anche noi...&lt;br /&gt;- Ma io no! Anche quello hanno abolito, quando hanno collegato tutti alle reti telematiche!- esclamò Tommaso.&lt;br /&gt;Cercarono per strada un telefono pubblico. Esisteva ancora una vecchia cabina, cadente e diroccata. Anna riuscì a comporre un numero e a fare una telefonata, appena in tempo prima che l'apparecchio cadesse a pezzi.&lt;br /&gt;Due ore dopo, una piccola banda di ragazzi era all'opera nella piazza del paese deserto. Montarono un grande albero, e lo addobbarono con ogni tipo di decorazioni. Quindi accesero tutto intorno dei fuochi, che illuminarono di vita nuova tutto quell'ambiente polveroso e abbandonato.&lt;br /&gt;- E adesso... - disse Anna ammiccando - Come si toglie la corrente?&lt;br /&gt;Tommaso la guardò incredulo.&lt;br /&gt;- C'è un interruttore generale... ma è protetto da allarmi sofisticatissimi, ci sono i robot-guardiani che controllano, nessuno si può avvicinare...&lt;br /&gt;- Fammi vedere dov'è. - disse Anna, sicura.&lt;br /&gt;Andarono tutti. La centralina sembrava davvero un bunker inespugnabile. Con tanto di filo spinato elettrificato e allarmi dappertutto.&lt;br /&gt;- Là dentro c'è un interruttore che può togliere la corrente a tutto il paese. Ma...&lt;br /&gt;Senza aspettare altro, Anna bisbigliò qualcosa nell'orecchio di Billy.&lt;br /&gt;Il gatto si mosse rapidamente, superò i reticolati senza muoverli, e sparì dentro il bunker. Cinque minuti dopo, con un sibilo, tutte le luci, le televisioni, le macchine del paese si fermarono.&lt;br /&gt;I ragazzi, Tommaso e il gatto tornarono di corsa nella piazza, intorno all'albero, e qui iniziarono a cantare, accompagnati dal suono delle chitarre, illuminati dalle luci dei falò, le uniche in tutto il circondario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non passarono più di dieci minuti, forse meno.&lt;br /&gt;Con un grande sfarfallìo di pale, un nugolo di elicotteri comparve nel cielo, e si fermò a picco sulla piazzetta. Grandi fasci di luce bianca tagliarono il buio, e una voce altrettanto tagliente interruppe la musica.&lt;br /&gt;- Tornate a casa! Tornate a casa!&lt;br /&gt;I ragazzi ammutolirono, stringendosi gli uni agli altri. Tommaso tremava, indicando l'elicottero più grande.&lt;br /&gt;- È lui... - farfugliava - È lui in persona...&lt;br /&gt;Intanto, dagli elicotteri venivano gettate delle corde, con le quali alcuni robot azzurri iniziavano a scendere. E la voce megafonata continuava a berciare:&lt;br /&gt;- È per il vostro bene... Tornate in casa...&lt;br /&gt;I robot avevano circondato il falò, e adesso attendevano un segnale per agire. Dall'elicottero grande venne giù una scala mobile, uguale a quelle dei supermercati, e una figura vestita di blu scuro iniziò a calare verso il basso, mentre un riflettore lo illuminava. Si fermò a metà del percorso e, allargando lentamente le braccia, con un sorriso che arrivava da un orecchio all'altro, disse:&lt;br /&gt;- Non vi preoccupate, non succede niente. Adesso rimettiamo tutto a posto e tutto riprenderà a funzionare come prima... ma dovete fare i bravi e tornare a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gente, dentro le case, si era trovata improvvisamente al buio, e molti si accorsero di non essere più capaci di vedere nulla. I loro occhi non si abituavano più all'oscurità, come una volta, e senza quel rettangolino luminoso era la cecità totale.&lt;br /&gt;A tastoni cercavano di muoversi, liberandosi dei tubi a cui erano collegati per tutte le esigenze fisiologiche, e scoprivano intorno altri corpi che facevano lo stesso, senza poterli vedere.&lt;br /&gt;Dalle loro gole atrofizzate uscivano suoni gutturali, e molti una volta in piedi cadevano in terra, perché non erano più capaci di stare dritti.&lt;br /&gt;Nelle case buie, dove non si trovava nemmeno una candela perché anche quelle non usavano più, arrivavano rumori e voci provenienti da fuori.&lt;br /&gt;Faticosamente, attratto da quel suono, qualcuno iniziò ad uscire di casa.&lt;br /&gt;Le porte e le finestre erano incastrate, provarono a spallate, o con lo scalpello, ma alla fine le prime teste, irsute e pallide, si affacciarono.&lt;br /&gt;La gente, quelli che riuscivano a vedere qualcosa, stropicciando gli occhi divenuti enormi, vedeva quella scena da film, illuminata a giorno, con gli elicotteri sospesi per aria, i robot schierati tutto intorno e lui, il Capo supremo, a metà della sua scala mobile, in atteggiamento benedicente.&lt;br /&gt;Tutti avevano i telecomandi saldamente incastrati nelle mani, chi nella destra chi nella sinistra, ormai protesi necessarie e inscindibili, organi vitali più delle gambe o della laringe, che infatti dimostravano tutte le loro ruggini.&lt;br /&gt;Un uomo, evidentemente infastidito da quell'improvviso, violento chiarore, con un gesto abituale come un tic nervoso puntò il suo telecomando verso quella scena. E uno dei robot azzurri scomparve in un fumo grigiastro.&lt;br /&gt;- Sì! - si scosse Anna, illuminandosi - Sì, è così che li possiamo vincere! Ragazzi, questa gente non esiste! Ci sono solo perché la televisione ce lo ha fatto credere! Forza, cambiamo canale!&lt;br /&gt;L'uomo sulla scala si agitò.&lt;br /&gt;- No, non datele retta! Cosa fareste senza televisione? Come passerete le vostre serate? Fermi, tornate in casa...&lt;br /&gt;I robot, minacciosi, cominciarono ad avvicinarsi alla gente.&lt;br /&gt;- Usate i telecomandi! Coraggio! - urlava Anna.&lt;br /&gt;- Non ti capiscono... - disse Tommaso - Bisogna usare l'unico linguaggio che sono in grado di comprendere...&lt;br /&gt;E l'uomo, raccogliendo tutto il fiato che aveva, gridò:&lt;br /&gt;- Pubblicità!&lt;br /&gt;Istintivamente, tutti schiacciarono i telecomandi.&lt;br /&gt;Una enorme nuvola di fumo grigio avvolse l'intera piazza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si dissolse, non c'erano più né robot, né elicotteri, né scale mobili.&lt;br /&gt;Solo il falò, i ragazzi, Tommaso, il gatto, l'albero di Natale.&lt;br /&gt;E le persone che, barcollando e aiutandosi con le mani, si avvicinarono a quel grande falò, mentre il ricordo di qualcosa di molto lontano, di dimenticato chissà dove, iniziava a riaffiorare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(da "È Natale - fiabe e racconti" di F.Maltarello e D.Frasnelli - ed. Gribaudi, 1995)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-1859413008304522073?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/1859413008304522073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=1859413008304522073' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/1859413008304522073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/1859413008304522073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/12/un-racconto-per-natale.html' title='UN RACCONTO PER NATALE'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-5904440461585692377</id><published>2008-11-18T22:02:00.003+01:00</published><updated>2008-11-18T22:15:16.830+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><title type='text'>CHI TACE...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Un altro degli aspetti dell'andazzo cui purtroppo assistiamo quotidianamente, è l'assuefazione alle cose che non vanno, o che non piacciono. Con il risultato che se qualcuno osa dire qualcosa in merito, di contrario a quello che è il pensiero dominante, viene subito tacciato di essere un disfattista, un rompiballe, nella migliore delle ipotesi un brontolone. Compreso quando esprime cose che in qualche modo sono anche condivise da altri, che però, per diplomazia (o per ipocrisia? qual è il confine?) se le tengono per loro. Ma perché, non sono forse ipocrite tutte le smancerie tipo &lt;em&gt;"che bravo, che bello, che brava, che bella" &lt;/em&gt;che immagino tutti sentiamo continuamente? Non è ipocrisia non criticare mai nessuno (che non sia chi critica...?). Dobbiamo per forza sottostare a tutte le mode di questo mondo? La critica deve essere costruttiva, naturalmente, non deve essere figlia dell'intolleranza, come pure a volte può accadere. Ma anche in questo caso dovrebbe generare un dialogo e non un invito a tacere. Perché si può anche discutere, ovvio, sulla bontà o meno di un parere. Si dice che chi tace acconsente. Io dico anche che chi tace subisce. Mi si obietterà che anche chi parla poi alla fine subisce perché non riuscirà a cambiare le cose. Vero. Ma almeno si è sfogato...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-5904440461585692377?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/5904440461585692377/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=5904440461585692377' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/5904440461585692377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/5904440461585692377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/11/chi-tace.html' title='CHI TACE...'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-5805529307622501163</id><published>2008-11-06T12:11:00.002+01:00</published><updated>2008-11-06T12:30:30.460+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='citazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie'/><title type='text'>LA CALMA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Spesso sembra che tutto congiuri alle nostre spalle, ci sono giornate che si prospettano terribili, dense di avvenimenti improrogabili e minacciosi, rotture di scatole inestricabili, giramenti vorticosi, infinite complicazioni che si generano una dall'altra come le eterne sigarette di Yanez. E vorremmo scomparire con un repentino teletrasporto in grado di portarci in salvo oltre tutte le barriere spazio-temporali. Poi succede sempre. Succede sempre che le cose si incastrano una con l'altra in maniera quasi perfetta, risolvendosi a catena. Succede riuscendo a capire qual è la prima da affrontare, riuscendo ad estrarre il primo filo della matassa e tirandolo leggermente. Con calma, non con rabbia, senza forza, con attenzione. E tutto si dipana senza strepiti. Sarebbe bello se chi si agita lo capisse. E che ci si ricordasse quello che scriveva Kipling nella sua poesia &lt;em&gt;If &lt;/em&gt;: "&lt;em&gt;...Se riesci a mantenere la calma quando tutti attorno a te la stanno perdendo... ".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-5805529307622501163?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/5805529307622501163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=5805529307622501163' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/5805529307622501163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/5805529307622501163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/11/la-calma.html' title='LA CALMA'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-2066883169461128807</id><published>2008-10-25T11:03:00.005+02:00</published><updated>2008-10-25T13:51:13.986+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='citazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie'/><title type='text'>DAL 1950...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ricevo questa mail, che mi pare giusto riproporre qui, senza aggiungere commenti...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A 'quelle' scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: Rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico."&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Piero Calamandrei (Discorso pronunciato al III° Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950).&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-2066883169461128807?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/2066883169461128807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=2066883169461128807' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/2066883169461128807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/2066883169461128807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/10/1950.html' title='DAL 1950...'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-42725441189839295</id><published>2008-10-21T21:55:00.003+02:00</published><updated>2008-10-21T22:13:50.068+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='computer'/><title type='text'>NUOVE MANIE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La nuova frontiera delle manie telematiche sta dilagando a macchia d'olio. Non è un sito, non è un blog, non è una chat, non è un forum. È un ibrido di tutto questo, si chiama &lt;em&gt;Facebook &lt;/em&gt;e miete più vittime di un videogioco tridimensionale di ultima generazione. Le caselle mail sono traboccanti di inviti ad iscriversi, di diventare amico di qualcuno già iscritto, una sorta di contagio che le catene di sant'Antonio se lo sognano. Oramai si vede gente che comunica con brevi frasi tipo "sto andando a pranzo" o "mi sono rotto", con persone che si trovano nella stanza accanto, quando non nella stessa. Il perché di questo fenomeno lo spiegheranno molto più dettagliatamente e più scientificamente di quanto possa fare io, forse unico superstite ancora non iscritto, e tenacemente deciso a resistere. E io non sono avulso dal mondo telematico, partecipo a forum e chat, ho un blog, visito i siti... Solo che non capisco quale funzione abbia questo tipo di comunicazione rispetto a quelle già citate, che lasciano uno spazio non indifferente ad un pensiero o ad una riflessione di certo più utile ed approfondita, e anche, se vogliamo e auspichiamo, alla futilità intelligente... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-42725441189839295?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/42725441189839295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=42725441189839295' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/42725441189839295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/42725441189839295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/10/nuove-manie.html' title='NUOVE MANIE'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-7875516407613844565</id><published>2008-10-13T22:38:00.004+02:00</published><updated>2008-10-18T16:59:17.264+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scrivere'/><title type='text'>ASSURDITÀ?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Non sanno più cosa inventarsi. Leggo stasera sulla rivista &lt;em&gt;Andersen&lt;/em&gt; di ottobre, una notizia ripresa da &lt;em&gt;La stampa&lt;/em&gt;. Pare che esista un programma di computer, inventato nientemeno che da una discendente di Charles Dickens, in grado di elaborare automaticamente un romanzo, soltanto con poche istruzioni: genere, tipo di storia, nomi. E il resto lo fa lui, il "New Novelist". Il sistema si basa sulla considerazione che ogni storia sia costruita su linee strutturali molto simili tra loro, e che basti mescolarle in maniera diversa per ottenere una storia originale. Che qualcuno abbia pensato davvero ad una assurdità del genere mi stupisce fino ad un certo punto. Mi stupirebbe di più se qualcuno si illudesse davvero di comporre in questo modo il capolavoro della sua vita. Ma poi, considerando tante cose, alla fine forse non c'è nemmeno da stupirsi: è l'ennesimo passo verso l'appiattimento della cultura, verso l'omologazione, verso la progressiva incapacità di pensare con la propria testa, e davvero c'è da temere che qualcuno, gridando alla genialità, cominci a propinarci storie "scritte" in questo modo. Povero Dickens, starà rivoltandosi nella tomba.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-7875516407613844565?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/7875516407613844565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=7875516407613844565' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/7875516407613844565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/7875516407613844565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/10/assurdit.html' title='ASSURDITÀ?'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-3368503129625065594</id><published>2008-10-09T22:05:00.003+02:00</published><updated>2008-10-09T22:17:23.771+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scrivere'/><title type='text'>LA NOTTE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Scrivere di notte ha tutto un altro fascino. I rumori della città sono più lontani, o comunque sono meno frenetici, e lasciano lo spazio ai rumori della casa, che ci sono comunque sempre ma che, lasciati liberi da sovrastrutture, si liberano in tutta la loro misteriosa inquietudine. Bisogna farci l'abitudine, perché all'inizio sono sconosciuti, possono indurre a distrazione, poi piano piano anche quelli entrano a far parte di una colonna sonora consueta e tranquillizzante. La notte è un tempo sospeso, largo, libero da orari, sempre che lo si possa sfruttare appieno. Per qualcuno la notte è il momento della trasgressione, per altri è il momento della riflessione, in cui si può recuperare quel margine di solitudine necessaria, quell'attimo di creatività che di giorno si frammenta in mille impegni e incombenze. La notte è silenzio, ma un silenzio denso di altri suoni. Poi subentrano il sonno e la stanchezza, l'oggi diventa troppo velocemente domani, il domani oggi, ed è già ora di ricominciare...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-3368503129625065594?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/3368503129625065594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=3368503129625065594' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/3368503129625065594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/3368503129625065594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/10/la-notte.html' title='LA NOTTE'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-1733204448635224031</id><published>2008-10-08T22:08:00.004+02:00</published><updated>2008-10-08T22:38:55.663+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='citazioni'/><title type='text'>SPULCIATURE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;"Immagino che abbiate presente gli sfortunati vegliardi che sono invecchiati dedicando generosamente la vita a un'arte. Ce l'hanno con tutti. [...] Vorrebbero che la brevissima porzione di vita che rimane loro fosse una ripetizione della lunga porzione precedente. Si infiammano e si adirano per nulla, si lamentano di qualsiasi cosa. Vogliono tenere le redini di tutto e portano tutti alla disperazione. Non sono mai soddisfatti di niente e di nessuno. Io sono uno di loro." Orhan Pamuk, "Il mio nome è rosso".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E invece la vita corre diversamente, e di vite consecutive ci tocca viverne, nella stessa, tante e tante, non tutte come le vorremmo, con personaggi diversi, con ruoli diversi, niente resta uguale se non quello che vorremmo cambiasse e non riusciamo a cambiare. Per ripensare, ovviamente in ritardo, al momento in cui avremmo potuto farlo. Non è poi così male che non si viva tutta la vita la stessa vita. In fondo significa non sopravvivere a se stessi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-1733204448635224031?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/1733204448635224031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=1733204448635224031' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/1733204448635224031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/1733204448635224031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/10/spulciature.html' title='SPULCIATURE'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-5006159878340063243</id><published>2008-10-07T17:23:00.003+02:00</published><updated>2008-10-07T17:39:55.041+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><title type='text'>LA SATIRA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E quello della satira è comunque un problema serio. Al di là di un discorso di libertà di espressione (che peraltro meriterebbe di essere trattato diffusamente a parte), c'è davvero da chiedersi quanto la satira non finisca per produrre l'effetto opposto a quello desiderato, e soprattutto quando lo faccia: se esiste cioé un limite, un confine, oltre il quale è meglio non avventurarsi. Certo non si può negare il contributo positivo di una bella vignetta ad un discorso serio: una vignetta ben fatta equivale ad un articolo intero, anche senza parole. Diverso il discorso per quanto riguarda i comici (ammesso che esistano ancora comici validi, che facciano ridere davvero e soprattutto che siano intelligenti: quanti riuscite a contarne?). Un comico deve conoscere il senso della misura, è qui che si corre davvero il rischio dell'effetto boomerang. L'esagerazione, la reiterazione, a volte la petulanza di un argomento. Perché si offre il fianco all'avversario, gli si dà modo di proclamarsi perseguitato. Certi argomenti non si possono affrontare e denunciare (solo) con battute di spirito, ma con fatti e prove. E qualche volta, per non far salire il consenso, è probabilmente davvero meglio il silenzio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-5006159878340063243?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/5006159878340063243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=5006159878340063243' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/5006159878340063243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/5006159878340063243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/10/la-satira.html' title='LA SATIRA'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-4690591364120958634</id><published>2008-10-06T15:55:00.002+02:00</published><updated>2008-10-06T16:22:33.262+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><title type='text'>RASSEGNA STAMPA DELL'ULTIMA SETTIMANA</title><content type='html'>Tra le notizie in evidenza...&lt;br /&gt;Chissenefrega del compleanno del presidente del Milan;&lt;br /&gt;Chissenefrega di chi va e chi viene dall'isola dei famosi;&lt;br /&gt;Chissenefrega dell'ultimo libro di Vespa;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I quotidiani potrebbero avere la metà delle pagine... È vero che siamo noi ad alimentare certi personaggi e certe situazioni. Bisognerebbe non parlarne. Bisognerebbe forse non fare nemmeno più satira, perché, come si sa, non importa come se ne parla, ma semplicemente se lo si fa. Ovviamente anche io mi contraddico, perché ne parlo... ma non c'è via di scampo... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-4690591364120958634?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/4690591364120958634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=4690591364120958634' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4690591364120958634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4690591364120958634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/10/rassegna-stampa-dellultima-settimana.html' title='RASSEGNA STAMPA DELL&apos;ULTIMA SETTIMANA'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-6911861204434759482</id><published>2008-10-04T12:24:00.002+02:00</published><updated>2008-10-04T12:37:18.885+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie'/><title type='text'>JOE MAZZINI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Una cosa che mi ha sempre fatto girare (una delle tante...), è l'abitudine, ora forse meno presente, di tradurre in italiano i nomi propri che italiani non sono. Certamente vecchio retaggio fascista, quando tutto doveva essere espresso nella nostra lingua, quando Rascel diventò &lt;em&gt;Rascele&lt;/em&gt; e Courmayeur &lt;em&gt;Cortemaggiore&lt;/em&gt;... Così da ragazzino credevo che &lt;em&gt;Giulio&lt;/em&gt; Verne fosse un autore italiano, e quando scoprii che in realtà era Jules credetti che fosse scritto male... Certo, ci sono nomi geografici e nomi di personaggi storici che vengono convenzionalmente usati tradotti. Noi diciamo Parigi e non Paris (i francesi dicono Rome), diciamo Carlomagno e non Charlemagne. D'accordo. Ma Wolfgang Amadeus Mozart deve restare tale, chiamarlo Volfango Amedeo sarebbe come se i tedeschi dicessero Joseph Verdi... e non credo lo facciano. Oltretutto i nomi tradotti, con il cognome che necessariamente resta quello originale, hanno pure un brutto suono. Che diremmo se gli inglesi mettessero nei loro libri di storia James Matteotti o Joe Mazzini?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-6911861204434759482?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/6911861204434759482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=6911861204434759482' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/6911861204434759482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/6911861204434759482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/10/joe-mazzini.html' title='JOE MAZZINI'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-6307853339028187669</id><published>2008-10-03T09:10:00.004+02:00</published><updated>2008-10-03T10:17:56.288+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scrivere'/><title type='text'>SERIAMENTE SERIALI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Uno scrittore, o un autore, che individua un personaggio "giusto", crea una serie delle sue avventure. La serialità è una cosa abbastanza diffusa, e garantisce una certa sicurezza, un serbatoio di idee a cui attingere, in quanto c'è sempre una struttura definita in cui far accadere delle cose. Il fumetto, di solito, è sempre seriale, di qualunque genere sia, mentre nei romanzi per lo più la serialità si applica al giallo. La differenza è che, mentre per i personaggi dei fumetti il tempo è come congelato, nei romanzi c'è una evoluzione. I protagonisti disegnati sono sempre uguali: i Peanuts sono sempre bambini, Tintin sempre un adolescente, Dylan Dog ha sempre 33/35 anni. Sono sempre vestiti nello stesso modo (tranne ovviamente se devono travestirsi o mascherarsi, fa eccezione Topolino che esordisce con un paio di calzoncini, per poi cambiare in un completo). C'è ovviamente un'evoluzione grafica dello stile (almeno per i personaggi affidati sempre ad un solo disegnatore), ma la sostanza è quella. I personaggi dei romanzi invece invecchiano. Il commissario Montalbano di romanzo in romanzo accusa gli anni che passano. Maigret ad un certo punto va in pensione, anche se poi le sue gesta continuano (Simenon voleva smettere ma poi fu costretto a continuare). Per questo poi i libri andrebbero letti nell'ordine cronologico in cui sono stati scritti, proprio per cogliere le evoluzioni (o le involuzioni) dei protagonisti. Alcuni autori scrivono in anticipo l'ultimo romanzo di una serie, per chiuderla (a anche per evitare che il personaggio sopravviva a loro stessi): lo ha fatto Agatha Christie, pare lo abbia già fatto Camilleri. Conan Doyle fu costretto a resuscitare Sherlock Holmes. Nei fumetti ci sono pochissime eccezioni. Nei Peanuts e in Mafalda, ad esempio, a serie iniziata nascono dei nuovi personaggi, che all'inizio sono piccoli, man mano crescono, ma raggiunto un certo punto si fermano. A parte questo, una serie di fumetti la si può tranquillamente leggere in ordine sparso, perché difficilmente ci sono riferimenti cronologici con episodi precedenti (ci sono anche lì, ovvio, ma a volte sono nascosti e ininfluenti). Un esempio di serialità letteraria di tipo fumettistico, che cioè presenta personaggi fermi nel tempo (e in un tempo fermo a sua volta) è l'opera di Wodehouse, formata da tre o quattro filoni principali, collegati tra loro, con personaggi intercambiabili ma immutabili, senza età. Anche lì c'è comunque una sequenzialità, anche se blanda. Insomma, la serialità sarà un'àncora di salvezza per gli scrittori. Sarà solo un modo per vendere di più perché il pubblico si affeziona ai personaggi e finisce per perdonare se una storia non è all'altezza di un'altra. Sarà un modo per continuare a raccontare sempre la stessa storia. In fondo è così da sempre: anche i miti classici erano formati da episodi riguardanti gli stessi personaggi. Anche gli eroi omerici o gli dei dell'Olimpo erano in fondo seriali.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-6307853339028187669?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/6307853339028187669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=6307853339028187669' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/6307853339028187669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/6307853339028187669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/10/uno-scrittore-o-un-autore-che-individua.html' title='SERIAMENTE SERIALI'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-5378853571856646681</id><published>2008-10-02T18:42:00.002+02:00</published><updated>2008-10-02T18:56:48.032+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simenon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fred Vargas'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scrivere'/><title type='text'>LA LENTEZZA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Non so quanto la lentezza nello scrivere sia un pregio o un difetto. Lentezza che, innanzitutto, non significa "pigrizia", quella è un'altra cosa, che di solito è comunque negativa, anche se è legittimo concedersi una pausa per ricaricare le batterie, ma quella non è pigrizia. La pigrizia non è non scrivere perché si ha bisogno di una tregua, è non farlo perché non ci va, e anche lì bisognerebbe distinguere e indagare sulla legittimità dei motivi (e lo dice un pigro...ehm...). La lentezza è dare alla scrittura il suo tempo, quello necessario, che ogni volta varia, a seconda di quello che si sta scrivendo. Lentezza è assaporare ogni parola, fino a trovare quella giusta, cercando fino a quando non siamo soddisfatti. Lentezza è anche tornare indietro a rivedere, rileggere, se necessario correggere e definire meglio quello che già si è scritto. Il rischio, che anche questo conosco bene (sigh) è quello di continuare a rimasticare ad oltranza le stesse cose. Chiaro che se si scrive con una scadenza, la lentezza è nemica. La si può frequentare solo quando si scrive senza avere urgenze. Simenon veniva a volte criticato per l'eccessiva produttività, perché ci metteva in media una settimana per produrre un libro. E ne ha scritti centinaia... Ma anche la rapidità non significa necessariamente superficialità. Fred Vargas scrive i suoi libri, pare, in 21 giorni (il tempo delle ferie). Ognuno ha i suoi ritmi e i suoi tempi. Ma in questo mondo che va di corsa, una dose di sana lentezza non farebbe male, a volte, magari contribuendo a sfoltire la quantità a vantaggio della qualità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-5378853571856646681?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/5378853571856646681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=5378853571856646681' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/5378853571856646681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/5378853571856646681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/10/la-lentezza.html' title='LA LENTEZZA'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-8640295495961841528</id><published>2008-10-01T15:20:00.005+02:00</published><updated>2008-10-01T15:41:39.842+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><title type='text'>SCIOCCHEZZE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ogni tanto il linguaggio dei giornali si innamora di parole e modi di dire, ci si fissa e continua ad usarli in maniera incontrollata e continua. È il caso, da parecchio tempo a questa parte, della parola "choc". Tutto quello che deve sapere di sensazionalismo è diventato choc, nei titoli delle notizie di qualunque quotidiano. Sentenza choc, dichiarazione choc, choc a Vattelapesca. Una volta c'era solo Giovanna la nonna del Corsaro Nero, &lt;em&gt;"la vista cui soltanto fa venire lo choc"&lt;/em&gt;, adesso il fenomeno è generalizzato. Possibile che non esistano altre parole, quanto meno per diversificare? Una, due volte va bene, ma ogni giorno su un giornale si può trovare il puntuale titoletto che grida allo choc. Che poi lo choc è un cosa ben precisa, cito da un dizionario: "&lt;em&gt;emozione, sensazione improvvisa e violenta"&lt;/em&gt;. Poi c'è l'elettroshock, ma quella è un'altra cosa, e viene da sospettare che qualcuno, prima di scrivere, ci sia passato... Non so quante delle cose per cui questo termine viene scomodato siano appropriate. Temo che la maggior parte delle volte siano solo &lt;em&gt;scioc&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-8640295495961841528?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/8640295495961841528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=8640295495961841528' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/8640295495961841528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/8640295495961841528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/10/sciocchezze.html' title='SCIOCCHEZZE'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-284198556362563494</id><published>2008-09-30T23:14:00.004+02:00</published><updated>2008-09-30T23:42:30.207+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><title type='text'>BIBLIOTECOMANIA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;È vero che amare i libri ci fa diventare anche collezionisti. Del resto un libro, una volta letto, che fine fa? Mica lo puoi eliminare, sarebbe un delitto, al massimo, ma proprio al limite e per un motivo molto serio, lo puoi regalare, ma poi capita che lo vai a ricomprare, perché, insomma, un libro è anche un oggetto da avere, da tornare a consultare, da rileggere, ma anche solo da guardare nella libreria, insieme ai suoi fratelli, magari allineati in ordine, ma non necessariamente, perché una libreria è bella anche quando è movimentata (non dico disordinata, quello significa non trovare niente, mentre chi ha una libreria "mossa" sa comunque sempre dove è ogni libro). Ben diversa dalle librerie finte dei salotti buoni, o degli studi televisivi, che sono fatte per sembrare, non per altro. Un bibliofilo è comunque anche un bibliomane, perché è bello così. Non è concepibile uno che dice "leggo tanti libri ma ogni tanto faccio pulizia ed elimino". Cosa elimini? Sì, i manuali, gli annuari, gli elenchi... le cose che diventano obsolete... Certo, poi c'è il problema dello spazio. Ma per i libri si trova sempre, anche se devono stare in doppia o tripla fila, sai che ci sono, dove sono, e all'occorrenza salteranno fuori anche quelli più nascosti...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-284198556362563494?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/284198556362563494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=284198556362563494' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/284198556362563494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/284198556362563494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/09/bibliotecomania.html' title='BIBLIOTECOMANIA'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-2860625171759876482</id><published>2008-09-29T22:36:00.003+02:00</published><updated>2008-10-02T18:59:12.927+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simenon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scrivere'/><title type='text'>LA SCINTILLA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E se le idee non vengono? Dramma, frustrazione, nervosismo, sindrome da pagina bianca (o da schermo vuoto)... E non credo che esista un sistema sicuro per facilitare la nascita dell'idea. L'ispirazione forse è solo una leggenda metropolitana, perché comunque, se esiste, è una cosa talmente evanescente che se non si riesce a bloccarla evapora subito. Bisogna catturare l'idea, cominciare a vestirla nella mente, un pezzetto per volta ma con continuità, perché se la si trascura ci saluta e via... Poi, magari anche iniziando ad appuntarsi qualcosa, costruire la storia intorno all'idea. Solo quando si ha tutto chiaro si può iniziare a lavorare sul serio. E poi non è vero nemmeno questo, perché scrivendo si può anche cambiare strada e non si sa dove si arriverà: magari dove si voleva comunque arrivare, ma seguendo un percorso che non avevamo immaginato. Ed è questo il bello dello scrivere, lasciarsi andare a quello che viene, seguendo sì un filo conduttore (bisogna comunque sapere cosa si vuole dire), ma lasciandosi uno spiraglio per la scintilla dell'imprevisto. Per questo non credo che esista un metodo migliore di un altro. Ogni scrittore ha certamente i suoi rituali, i suoi metodi. Le mitiche mele di Agatha Christie nella vasca da bagno, o le pipe già caricate di Simenon, allineate sul tavolo per non fargli interrompere il filo. C'è chi scrive meglio di notte, chi scrive a mano, chi detta... Ma la cura dell'idea prescinde da tutto questo, che alla fine fa parte solo dell'aneddotica più o meno veritiera di un personaggio. L'unica cosa vera è che quando le idee non vengono, allora forse è meglio interrompere, pensare ad altro ed aspettare...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-2860625171759876482?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/2860625171759876482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=2860625171759876482' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/2860625171759876482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/2860625171759876482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/09/la-scintilla.html' title='LA SCINTILLA'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-1253682940166507322</id><published>2008-09-21T11:01:00.006+02:00</published><updated>2008-09-25T13:02:16.401+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='televisione'/><title type='text'>CHE FINE HANNO FATTO?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Una volta, se un personaggio pubblico spariva per qualche tempo dalla televisione, dopo un po' tutti iniziavamo a chiederci "Chissà che fine ha fatto Tizio", perché si sa, era vero allora come anche di più adesso, se uno non compare in TV è come se non esistesse, magari ha una vita felicissima e attivissima altrove, ma per il pubblico è sparito. Già, perché è la TV a decidere ritmi e destini, se una cosa non la dice la TV non esiste, ed esiste non perché è avvenuta ma perché l'ha detto la TV. Però c'era anche gente che ad un certo punto sapeva farne a meno, e decideva di esistere anche senza esposizione mediatica. Una volta esistevano programmi che periodicamente si preoccupavano di andare ad indagare su che fine avesse fatto quello o quell'altro personaggio. Non era ancora &lt;em&gt;"Chi l'ha visto"&lt;/em&gt;, perché ci si occupava di gente che comunque si sapeva dove fosse, erano solo inchieste atte a tranquillizzare gli spettatori sul fatto che i loro beniamini di un tempo stessero bene e magari preparassero un rientro sulla ribalta. Adesso questi programmi non servono più. Adesso non esiste più la domanda angosciosa sulla sorte di Tizio o Caio. Adesso i personaggi in questione si guardano bene dal restare fuori delle... telecamere, ma fanno la spola e la staffetta tra un programma e l'altro. Sono sempre lì. E se uno per un po' non si fa vedere (non per scelta), basta che si infili in qualunque &lt;em&gt;reality&lt;/em&gt; e il problema è risolto. Era meglio continuare a chiedersi che fine avessero fatto...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-1253682940166507322?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/1253682940166507322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=1253682940166507322' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/1253682940166507322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/1253682940166507322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/09/che-fine-hanno-fatto.html' title='CHE FINE HANNO FATTO?'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-7402662475514137701</id><published>2008-09-20T20:07:00.006+02:00</published><updated>2008-09-22T16:00:34.948+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guccini'/><title type='text'>TRA LE RIGHE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;"Nei libri, nei poeti, cerchi te".&lt;/em&gt; È una frase di una canzone di Guccini (&lt;em&gt;"&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=5RiLqfzgPC0"&gt;Un altro giorno è andato&lt;/a&gt;"&lt;/em&gt;), e sintetizza l'atteggiamento di fondo di chi si accosta alla lettura. Leggendo cerchiamo noi stessi, cerchiamo conferme a quello che pensiamo e che facciamo, a quello che siamo. Cerchiamo giustificazioni a quello che non siamo e che non facciamo, a volte anche alibi per il non fare e il non essere. Nei libri cerchiamo un sorriso, una coincidenza, la spiegazione a quello che ci accade quotidiamente e pensiamo che accada solo a noi, o anche cerchiamo quello che capita a tutti tranne che a noi, e studiamo il comportamento dei personaggi cercando di adattarlo a noi stessi, per capire se qualche cosa la possiamo applicare alla nostra vita. Facciamo nostre le frasi e le sensazioni, magari perché non ci capita di sperimentarle nella realtà, o perché segretamente ci prepariamo ad affrontarle e ci sembra possano essere buone soluzioni anche per noi, nell'eventualità. E poi chiudiamo il libro, usciamo, riprendiamo la nostra vita rimuginando le pagine che abbiamo letto, ancora calde, e... un altro giorno è andato, in attesa della prossima lettura...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-7402662475514137701?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/7402662475514137701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=7402662475514137701' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/7402662475514137701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/7402662475514137701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/09/nei-libri-nei-poeti-cerchi-te.html' title='TRA LE RIGHE'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-557695727929487683</id><published>2008-09-19T19:07:00.002+02:00</published><updated>2008-09-22T11:21:32.076+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vignette'/><title type='text'>VIGNETTE - 1</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SNPcYKIe82I/AAAAAAAAABQ/ThmNexTzfyc/s1600-h/milinko.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247780298411668322" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SNPcYKIe82I/AAAAAAAAABQ/ThmNexTzfyc/s320/milinko.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-557695727929487683?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/557695727929487683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=557695727929487683' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/557695727929487683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/557695727929487683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/09/vingnette-1.html' title='VIGNETTE - 1'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SNPcYKIe82I/AAAAAAAAABQ/ThmNexTzfyc/s72-c/milinko.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-6951361725034984824</id><published>2008-09-16T19:03:00.005+02:00</published><updated>2008-09-22T11:37:53.415+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fred Vargas'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><title type='text'>CURIOSITÀ</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mi è capitato tra le mani un fumetto scritto da Fred Vargas, inedito in Italia. È una storia che ha come protagonista il commissario Adamsberg, come la maggior parte dei gialli della stessa autrice, ma non è un fumetto tratto da un romanzo, è nato proprio come fumetto. Si intitola &lt;em&gt;"Les quatre fleuves"&lt;/em&gt;, e i disegni sono di Edmond Baudoin. Interessante l'impaginazione, non proprio da fumetto classico, comunque con molto testo. La cosa più strana è stata dare finalmente un volto ad Adamsberg, cosa che fino ad ora era, per me, unicamente compito della fantasia. Non so dire come lo immaginassi, certamente non come è disegnato, ma non voglio nemmeno dire che sia stato una delusione. Del resto capita sempre così. Si leggono romanzi seriali incentrati su un personaggio, che nella testa di ognuno assume una fisionomia diversa per ciascuno. O, nel caso di testi trasposti in film e sceneggiati, si immagina fatalmente il personaggio con il volto dell'attore. Fino a dire che se Maigret non ha la faccia di Gino Cervi non è Maigret... Tra l'altro è pensabile, dal momento che lo hanno progettato insieme, che la stessa Vargas abbia dato istruzioni precise al disegnatore sulla fisionomia da dare al suo commissario... Semmai quello che proprio non mi piace come è stato rappresentato è il vice, il tenente Danglard. Ma tant'è... È il solito dilemma di quando un libro diventa un film, questa volta trasportato in un fumetto...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-6951361725034984824?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/6951361725034984824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=6951361725034984824' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/6951361725034984824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/6951361725034984824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/09/curiosit.html' title='CURIOSITÀ'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-1812106005330008637</id><published>2008-09-15T21:40:00.009+02:00</published><updated>2008-09-22T11:50:17.728+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Hugo Pratt'/><title type='text'>LI HAI LETTI TUTTI?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La tipica domanda di chi entra in una casa dove ci sono libri in una quantità che evidentemente al visitatore sembra esorbitante (e temo per molti questa quantità sia intorno alla decina, esclusi gli elenchi del telefono), è invariabilmente "&lt;em&gt;Quanti libri... li hai letti tutti?&lt;/em&gt;". Verrebbe spontanea una risposta alla Pepe Carvalho, ("&lt;em&gt;No, li uso per accendere il caminetto&lt;/em&gt;"), se non fosse che si correrebbe il rischio di essere creduti. Ma che razza di domanda è? Evidentemente figlia di una sottocultura in cui il libro è considerato un oggetto d'arredamento, scelto per dimensione e altezza, per il colore della copertina che fa &lt;em&gt;pendant &lt;/em&gt;con la tappezzeria del divano buono, o per riempire finte librerie davanti alle quali farsi fotografare o intervistare, se siete famosi... Domande di gente che non sa cosa sia davvero, un libro. Certo, io non li ho letti tutti i libri che ho. Ma alcuni sono lì, in attesa che venga il loro momento, e intanto ci sono. Altri forse sono stati comprati in periodi di interesse per un argomento che poi è venuto meno, e sono stati solo sfogliati, ma sono lì anche loro... E poi ci sono libri che non vanno letti, ma vanno visti, vanno consultati, vanno frequentati anche senza leggerli mai interamente. E non sono da meno degli altri, di sicuro. Credo che la risposta migliore a questa domanda irritante l'abbia data Hugo Pratt, che nella sua ultima casa, in Svizzera, aveva migliaia e migliaia di volumi. "&lt;em&gt;Li ha letti tutti?&lt;/em&gt;" "&lt;em&gt;No. Ma li ho &lt;span style="color:#ff6666;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;percorsi&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;tutti&lt;/em&gt;". E questo forse è il più bel complimento per un libro...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-1812106005330008637?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/1812106005330008637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=1812106005330008637' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/1812106005330008637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/1812106005330008637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/09/li-hai-letti-tutti.html' title='LI HAI LETTI TUTTI?'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-7424230614336390892</id><published>2008-09-08T21:43:00.005+02:00</published><updated>2008-09-22T11:49:42.026+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scrivere'/><title type='text'>PER UNA BATTUTA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ma cos'è poi una battuta? Per uno scrittore è il pane quotidiano, anche se poi non tanto per uno scrittore quanto, direi, per uno sceneggiatore. In un romanzo la battuta di spirito, veloce, frizzante, anche tagliente, non è così essenziale come, ad esempio, in un testo teatrale o cinematografico, o in un fumetto. Lì direi che è indispensabile, ma questa è anche la tragedia della battuta. Nel senso che la incasella in un contesto al di fuori del quale diventa incomprensibile. A meno che non sia davvero geniale e "universale", nel senso che abbia vita propria in qualunque situazione venga ripetuta. È il caso di tante battute di film, ad esempio, che basta ripeterle perché abbiano successo, ma che comunque hanno forza solo se riportano direttamente alla scena cui si riferiscono. Si ride citando Sordi che dice &lt;em&gt;"Lavoratori... tié"&lt;/em&gt;, ma se uno non conosce la scena del film (ce ne sono?) rischia di non capire. Ora, anche la battuta estemporanea, quella che nasce all'interno di un discorso, ha lo stesso destino. La battuta deve essere veloce. Nel momento stesso in cui si affaccia alla mente è già vecchia, perché intanto il discorso che l'ha generata ha preso altre direzioni. Deve essere contemporanea, arrivare ad interrompere il contesto, inserendosi esattamente là dove è stata pensata. Una difficoltà tremenda. Se arriva in ritardo anche solo di qualche secondo, per farla capire occorre ripetere la situazione, raccontare il contesto, prepararla di nuovo. Fallimentare poi la battuta che ha bisogno di essere spiegata. Certo, può anche essere colpa di chi ascolta, ma la buona battuta dovrebbe essere recepita anche dal più tardo di comprendonio... Poi una battuta deve anche far ridere, ma lo deve fare "anche", non "solo". In realtà se si tratta di satira, la risata dovrebbe essere a denti stretti... Dovrebbe far pensare, ma questa purtroppo è un'altra attività poco praticata... Insomma, a ben pensarci una battuta è una cosa seria...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-7424230614336390892?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/7424230614336390892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=7424230614336390892' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/7424230614336390892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/7424230614336390892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/09/per-una-battuta.html' title='PER UNA BATTUTA'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-4770271380319039318</id><published>2008-09-04T12:27:00.005+02:00</published><updated>2008-09-22T11:48:26.148+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ragazzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='computer'/><title type='text'>UN MONDO VIRTUALE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ma è vero poi che i videogiochi fanno male? Il fatto di avere io scritto un libro sui rischi dell'uso eccessivo della playstation, dovrebbe farmi schierare su questa linea. In effetti, e io sono a mia volta un giocatore sia pure non accanito, non sono così nettamente schierato. Come in tutte le cose è un fatto di equilibrio, di misura. Certo, e lo ho sperimentato su me stesso, quando ci si fissa su un gioco, qualunque esso sia, si rischia. Ricordo che, in periodi di particolare attività ludica, mi capitava spesso durante la giornata di pensare nei termini del gioco che stavo facendo, immaginando strategie e tecniche da seguire una volta che fossi stato di nuovo davanti al computer. È poi da questa considerazione che è nato &lt;em&gt;Playstation Bug&lt;/em&gt;, dal vedere come un giocatore lasciato a se stesso, completamente preso da un gioco coinvolgente, possa finire per raddoppiare la realtà, confondendone poi i piani... Certo, è una situazione paradossale e spinta all'eccesso, ma è pure vero che anni fa un ragazzino si buttò dal balcone pensando di essere uno dei super eroi di cui si occupava tutto il giorno... Ma detto questo, non bisogna poi demonizzare i videogiochi. Certo, quelli che insegnano solo violenza vanno arginati. Certo, non bisogna lasciare i ragazzi da soli davanti al computer (trent'anni fa si diceva la stessa cosa con la televisione). Certo, bisogna offrire stimoli diversi e diversificati, visto che la causa di tutto è la noia, l'incapacità di gestire il proprio tempo, la mancanza di socialità. Non si può supplire a questa solitudine soltanto con Internet, anche se poi i vari forum, le varie chat, gli stessi blog, sono uno spazio anche sano per esprimere le proprie opinioni, scambiare idee, sia pure con amici virtuali, con gente che non sappiamo chi è e che forse non conosceremo mai, che bisogna saper scegliere e distinguere, d'accordo, come nella realtà, ma che comunque non potranno mai sostituirla, la realtà. Né potremo noi, per tutta la vita, andare avanti magari inventandoci e nascondendoci dietro identità fantastiche e fittizie.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-4770271380319039318?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/4770271380319039318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=4770271380319039318' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4770271380319039318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4770271380319039318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/09/un-mondo-virtuale.html' title='UN MONDO VIRTUALE'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-3688117933344816843</id><published>2008-09-03T20:21:00.004+02:00</published><updated>2008-09-22T11:42:13.331+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scrivere'/><title type='text'>DIMMI DOVE SCRIVI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nel corso degli anni mi è capitato di scrivere nei luoghi più impensati e diversi... Ricordo il primo computer portatile, all'inizio degli anni '90, in treno... Sembrava una cosa strana ed eccentrica, non lo usava ancora quasi nessuno, mi sentivo osservato se non esibizionista... Adesso è il contrario, quasi uno viene guardato strano se viaggia senza, non ci gioca, non ci guarda film, non si connette ad internet... E adesso io in treno non lo uso più, il portatile, da molto tempo... Va bene, viaggio anche di meno in treno, se è per questo... Una volta l'ho usato per scrivere perfino in autobus, una volta al ristorante, addirittura una volta seduto sulle scale di casa di un collega... Per non parlare poi della scrittura a mano, con i tanti e tanti bloc notes, quaderni, foglietti sparsi... Dovunque. Ho perfino scritto un libro in ufficio, un'estate, nelle pause (a mano!!!)... Solo una cosa non mi riesce di fare, a Roma almeno: scrivere al tavolino di un bar. Mica per timore ancora una volta di sembrare un tipo strano... all'estero l'ho ben fatto, e più volte... Nella mia città non mi viene spontaneo, non so perché, forse perché i ritmi con cui si vive la propria città sono sempre più veloci di quelli che viviamo altrove... Dovremmo imparare a regalarci la nostra città anche al di fuori della contigenza, ma anche questa rischia di essere una bella intenzione... Comunque, se è vero che la Rowlings ha inventato tutta o gran parte della serie di Harry Potter in treno, e andava a scrivere in un pub di Edimburgo (la sua città)... beh... forse bisognerà pensarci... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-3688117933344816843?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/3688117933344816843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=3688117933344816843' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/3688117933344816843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/3688117933344816843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/09/dimmi-dove-scrivi.html' title='DIMMI DOVE SCRIVI'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-8825458804171695742</id><published>2008-09-01T14:38:00.007+02:00</published><updated>2008-09-25T12:41:56.137+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guccini'/><title type='text'>SETTEMBRE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"&lt;em&gt;Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull'età... dopo l'estate porta il dono usato della perplessità&lt;/em&gt;..." Questo verso della &lt;em&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=0O-uZQxNw7w"&gt;Canzone dei 12 mesi&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;di Francesco Guccini è sempre stato per me indicativo e sacrosanto. Al di là del particolare legame mio con questo mese, legame non solo anagrafico ma anche affettivo - per anni c'erano cose che avvenivano solo in settembre, persone che incontravo solo in settembre - al di là di questo, è proprio la sua collocazione a farne un mese particolare. Dopo l'estate... Già, in realtà settembre è capodanno, è l'inizio di una nuova stagione, anno scolastico per alcuni, lavorativo per altri, ma momento effettivo di rientro, di ripresa, di rimessa in moto di tante cose che per un momento si sono rallentate. Dovrebbe essere accompagnato da una effettiva voglia di ricominciare (e questo più o meno è così), da una tensione al cambiare qualcosa (ed è già più difficile), come se l'estate fosse una diga, un qualcosa che sancisce un passaggio di tempo, un intervallo (non sempre lo è), una cesura tra il passato e il futuro, più lunga di una capodanno effettivo, e quindi più evidente e più adatta a progettare qualcosa di nuovo. Progettarsi. Poi non succede, in realtà col passare degli anni tutto questo si riassorbe in una quotidianità da eterno ritorno, ci si ritrova piano piano a rimettersi nelle stesse carreggiate di prima... Nel bene e nel meno bene. E anche settembre finisce per rientrare nei ranghi di un qualunque mese del calendario...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-8825458804171695742?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/8825458804171695742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=8825458804171695742' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/8825458804171695742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/8825458804171695742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/09/settembre.html' title='SETTEMBRE'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-4053443571948908250</id><published>2008-08-28T15:40:00.004+02:00</published><updated>2008-09-25T12:45:29.308+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><title type='text'>PENSIERI DI UN ROMPIBALLE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Non so se l'intolleranza vada di pari passo con l'età. Se cioè si alimenti delle piccole cose di tutti i giorni, nelle quali tutti ci scontriamo inevitabilmente, e che a poco a poco ci rendono non tanto impermeabili, che sarebbe la cosa auspicabile, quanto insofferenti. Ci sono giorni che manderemmo il mondo a farsi un giro, se solo potessimo (e se solo servisse a qualcosa...), magari senza un motivo reale, soltanto perché ci siamo alzati col piede storto o abbiamo un malessere nostro, cui gli altri sono estranei, ma che ci rende estremamente propensi a svirgolare gli altri in malo modo. Non so se è colpa dell'età. O dell'accumulo di situazioni. O semplicemente della stanchezza. Ma io non ne posso più, ad esempio, di quelli che sulla metro o sull'autobus vogliono salire senza farti scendere. Non ne posso più di chi parla in continuazione, a voce troppo alta, per non dire poi nulla. Non ne posso più di chi parla continuamente di sè, mettendosi ad esempio di qualunque cosa si parli. Non ne posso più di chi non capisce quando gli si parla. Non so se l'ignoranza abbia coscienza di se stessa, se cioè chi si proclama ignorante lo sia davvero... però da ignorante, non ne posso più dell'ignoranza. Sarà per questo che non vedo più la televisione, ad esempio... Lo so, sono un vecchio rompiballe. Se non ne potete più di me avete ragione...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-4053443571948908250?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/4053443571948908250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=4053443571948908250' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4053443571948908250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4053443571948908250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/08/pensieri-di-un-rompiballe.html' title='PENSIERI DI UN ROMPIBALLE'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-6495583497360008901</id><published>2008-08-26T21:25:00.005+02:00</published><updated>2008-09-25T12:44:56.284+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie'/><title type='text'>PIÙ SPESSO... NON RITORNANO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Stasera stavo tornando a casa. Attraversando una strada diretto alla fermata dell'autobus, vedo una macchinetta di piccola cilindrata che si avvicina verso di me, e al volante una persona che non vedo perché sta leggendo un foglio che le copre totalmente il viso. "Ma guarda un po' - penso - se questo è il modo di guidare, senza guardare...". Mentre mi accosto al marciapiede per raggiungere la fermata, la macchina si ferma e la persona al volante abbassa il foglio... rivelandosi per una ragazza carinissima e dall'aria molto gentile che, sorridente, mi chiede la strada per una destinazione distante pochi metri, in fondo alla strada in cui siamo. Dò l'indicazione e lei riparte. Io vado a prendere l'autobus. Fine. Non la rivedrò mai più. Ma ci penserò molte volte... In ritardo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-6495583497360008901?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/6495583497360008901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=6495583497360008901' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/6495583497360008901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/6495583497360008901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/08/pi-spesso-non-ritornano.html' title='PIÙ SPESSO... NON RITORNANO'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-8223854095248580703</id><published>2008-08-25T19:45:00.007+02:00</published><updated>2008-09-25T12:44:15.481+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie'/><title type='text'>LEGGENDO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Su &lt;em&gt;Repubblica&lt;/em&gt; di ieri c'era un lungo e interessante articolo di Nello Ajello sui cento anni dalla fondazione del &lt;em&gt;Corriere dei Piccoli. &lt;/em&gt;Mi rendo conto che risolvere il racconto di un secolo in due pagine di giornale induca necessariamente a lasciare fuori qualcosa. Però mi pare giusto sottolineare come nei primi anni settanta, nel 1972, al &lt;em&gt;Corrierino&lt;/em&gt; si tentò una manovra che sarebbe stata molto interessante se fosse durata e forse fosse stata più decisa (a mio parere, ovvio, non so quali siano stati gli intendimenti e gli ostacoli). Nel 1972, insomma, il &lt;em&gt;Corriere dei Piccoli&lt;/em&gt; cambiò faccia e diventò &lt;em&gt;Corriere dei Ragazzi&lt;/em&gt;, ospitando sulle sue pagine alcuni tra i fumetti più belli, italiani e no, dell'epoca. Già da anni c'erano Jacovitti, Pratt, e c'erano stati di passaggio i grandi disegnatori della scuola franco-belga, da Peyo (i Puffi, che non nascono come cartone animato di Mediaset!) a Franquin. In quegli anni la presenza di questi fumetti si fece più decisa, con Jean Graton (Michel Vaillant), Albert Weinberg (Dan Cooper), Goscinny e Morris (Lucky Luke)... Insomma, il Corriere dei Ragazzi poteva diventare quello che in Francia era, o era stato, &lt;em&gt;Pilote&lt;/em&gt;, e in Belgio &lt;em&gt;Tintin&lt;/em&gt;. Sarebbe stato molto bello, mi pare che non sia stato così, il &lt;em&gt;Corriere dei Ragazzi&lt;/em&gt; finì ingloriosamente la sua storia diventando &lt;em&gt;Corrier Boy&lt;/em&gt;, inguardabile coacervo di giapponeserie da cartone animato (non certo d'autore). Uno dei tanti stupidi giornaletti di cui sono stati bersagliati i ragazzini negli ultimi anni in cui ancora si leggeva, si vedeva meno TV e non c'erano ancora i videogiochi... In un paese che si ostina a considerare la letteratura per ragazzi una cosa di serie B, o a non considerarla affatto...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-8223854095248580703?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/8223854095248580703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=8223854095248580703' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/8223854095248580703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/8223854095248580703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/08/leggendo.html' title='LEGGENDO'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-4737652201941994853</id><published>2008-08-21T16:08:00.001+02:00</published><updated>2008-08-21T16:12:34.437+02:00</updated><title type='text'>FERIE</title><content type='html'>Mi prendo quattro giorni di vacanza e vi saluto con questo &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=NLg6kmYPSoQ"&gt;video&lt;/a&gt;. Appropriato, no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-4737652201941994853?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/4737652201941994853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=4737652201941994853' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4737652201941994853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4737652201941994853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/08/ferie.html' title='FERIE'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-5993976517983584110</id><published>2008-08-20T11:35:00.008+02:00</published><updated>2008-09-22T11:44:44.699+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie'/><title type='text'>UNA MAIL</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mi sembra adatto e azzeccato riguardo ad alcune cose scritte nei giorni scorsi pubblicare questa mail che ho ricevuto. Molto significativa, specie per quanto riguarda il mio aver scritto un libro...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Rileggendo un libro minore di Libero Bigiaretti, Cattiva memoria (Nuova accademia, 1965), mi sono imbattuto in questo breve racconto romano: «Ricordi il forestiero che nessuno è ”importante” a Roma. Se uno crede di esserlo, o lo è al suo paese, e pretende di essere riconosciuto come tale a Roma, può capitargli di restare come Guglielmo II. Del quale si racconta che dopo aver ben mangiato, in stretto incognito, in una trattoria, volle poi farsi riconoscere dall’oste – un po’ per il gusto di sbalordirlo, un po’ per incoraggiarlo – come l’imperatore di Germania. L’oste lo guardò senza nessuna curiosità o meraviglia e, porgendogli la mano, gli disse semplicemente: ”M’arillegro”». Questo gustoso ritratto di Guglielmo II, trattato a Roma come uno dei tanti, ci dice qualcosa di profondamente vero sulla nostra città. Il giovane di talento o il professionista affermato che venga a Roma proveniente dalla provincia, magari con buone credenziali, s’imbatte da subito contro un muro di indifferenza. Uno degli intercalari che s’imparano da subito è il romanissimo «e ’sti cazzi!». Qualsiasi cosa si diventi, qualsiasi cosa si faccia, a Roma il responso è sempre lo stesso: «E ‘sti cazzi!».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Roma sono passati tutti: papi, imperatori, dittatori, scrittori, attrici, artisti, ladri, assassini, prostitute. E la città, così carica di personaggi famosi di ieri e di oggi, non si meraviglia più di niente. Se il corteo papale blocca il traffico, il romano disincantato commenta con una sola frase: «Mortacci sua!». Renzo Paris mi raccontava che una volta chiese ad Alberto Moravia se dopo tanti libri sentiva di essere finalmente diventato famoso. Moravia rispose: «Neanche i vicini mi riconoscono. Renzo, una vita vale l’altra». Questo cinismo rende le persone che fanno qualcosa d’importante a Roma estremamente disincantate e insoddisfatte, ma è anche uno straordinario stimolo a fare meglio, a spostare ogni giorno più in là la linea dell’orizzonte dei propri traguardi. Gli scrittori italiani, per esempio, non vengono mai riconosciuti da nessuno. E se provano a dire a qualcuno che hanno appena pubblicato un libro, sulle labbra dell’interlocutore si profila immediatamente la ”s” di «’sti cazzi!». Roma è una scuola di vita durissima, perché la prima cosa che impari è che non sei nessuno. Proprio come Guglielmo II davanti all’oste, che solo per educazione gli ha detto «m’arillegro» e non «’sti cazzi!».&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-5993976517983584110?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/5993976517983584110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=5993976517983584110' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/5993976517983584110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/5993976517983584110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/08/una-mail.html' title='UNA MAIL'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-4915020875740352807</id><published>2008-08-18T10:35:00.006+02:00</published><updated>2008-09-25T12:42:57.458+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scrivere'/><title type='text'>LEGGERE SCRIVERE VIVERE INVENTARE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dicono che per imparare a scrivere sia importante leggere molto (e di tutto, aggiungo io). Vero. Ma è altrettanto vero che la scrittura affonda le sue radici nella realtà, nella vita quotidiana, propria e degli altri, perché è dalla realtà che lo scrittore deve attingere idee ed ispirazioni per poter costruire le sue storie. Quindi è necessario vivere, osservare, confrontarsi. Poi certo, la realtà si può anche inventare, ma la si inventa su una base comunque plausibile, su una falsariga di vita vera, che per essere parodiata o stravolta deve in ogni modo essere conosciuta. Poi non si campa scrivendo (almeno nella maggioranza dei casi), quindi devi anche lavorare, ed è vero che questo è un altro buon punto di osservazione, ma è altro tempo che va via, e che, aggiunto a quello della lettura e a quello, chiamiamolo, della vita, fa chiedere ad un certo punto: ma quando si scrive? Senza contare poi tutti quegli scrittori che stanno sempre in televisione a parlare di tutto e del contrario di tutto, e lì c'è da chiedersi se e quando facciano tutte le altre cose dette prima...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-4915020875740352807?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/4915020875740352807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=4915020875740352807' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4915020875740352807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4915020875740352807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/08/leggere-scrivere-vivere-inventare.html' title='LEGGERE SCRIVERE VIVERE INVENTARE'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-4619553294013012232</id><published>2008-08-15T17:57:00.005+02:00</published><updated>2008-09-25T12:42:33.926+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scrivere'/><title type='text'>DAL DIARIO AL BLOG</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Una volta i blog non esistevano, ma c'era la moda dei diari. Moda o mania, vezzo di adolescenti che riversavano su quelle paginette segrete le loro frustrazioni e i loro turbamenti, oppure supponenza di gente in vista con la presunzione che registrare i propri pensieri ed azioni sarebbe un giorno servito al mondo... Diari tanto segreti da essere noti a tutti, dove si diceva per non dire, per far sapere senza saperlo, che si nascondevano perché fossero trovati... Adesso si scrive on line, si pubblica immediatamente quello che si è appena scritto, si va a controllare mille volte poi se qualcuno è andato a sbirciare, magari a commentare... E anche lì il cruccio, il dramma, la spada di Damocle del foglio bianco, il non sapere cosa scrivere e il doverlo fare per forza perché si è preso un impegno con se stessi piuttosto che con i propri virtuali lettori... E allora viene a fagiolo la bellissima e sferzante parodia che ne fa Vamba nel "Giornalino di Gian Burrasca". Il protagonista, Giannino Stoppani, ha appena ricevuto in regalo il quaderno che trasformerà nel suo diario, ma improvvisamente si rende conto di non avere nulla da scrivere... è il primo impatto con la nuova realtà, che in seguito padroneggerà alla grande ma che ora lo schiaccia... e cosa fa? Va a copiare un brano del diario di sua sorella... Con effetti che apriranno tutta la serie delle sue disavventure. L'ho sempre trovato geniale...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-4619553294013012232?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/4619553294013012232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=4619553294013012232' title='34 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4619553294013012232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4619553294013012232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/08/dal-diario-al-blog.html' title='DAL DIARIO AL BLOG'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>34</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-5358749397561101305</id><published>2008-08-14T12:03:00.004+02:00</published><updated>2008-09-22T11:43:07.756+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scrivere'/><title type='text'>IL VIZIO DI SCRIVERE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"&lt;em&gt;Occorre dare alla lettura la dignità del vizio e non la pesantezza dell'obbligo&lt;/em&gt;". È il sottotitolo di un blog che trovate linkato qui accanto. È vero, e praticamente riprende il tema dei "diritti imprescrittibili" del lettore, enunciati da Daniel Pennac, primo dei quali è proprio il diritto di non leggere. Ma io lo applicherei anche allo scrivere, anche lo scrittore deve avere questi diritti, potendolo fare e non quando scrive per esigenze... alimentari, e quindi con scadenze precise e pressanti. Il diritto di non scrivere se non quando si è pronti a farlo, se non quando si ha qualcosa da dire e si è in grado di esprimere compiutamente e non embrionalmente il proprio pensiero. E soprattutto solo quando c'è un pensiero... Poi... poi però è anche vero il contrario, perché scrivere è anche una disciplina, un' abitudine, un qualcosa che si impara davvero solo esercitandosi e forse facendolo quotidianamente. Perché anche il pensiero va abituato, esercitato, allenato, e la scrittura cresce, la tecnica si forma proprio esercitandola... Non per niente lo dicevano già i romani, prescrivendo per gli aspiranti scrittori, poeti o drammaturghi, di non lasciare "&lt;em&gt;Nulla dies sine linea&lt;/em&gt;". Scrivere ogni giorno. Cosa? Qualunque cosa? Se è per uso personale sì, tanto poi resta lì, è un esercizio... Non un obbligo, un vizio che piano piano diventa esigenza e abito mentale... Un blog. Anche.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-5358749397561101305?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/5358749397561101305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=5358749397561101305' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/5358749397561101305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/5358749397561101305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/08/il-vizio-di-scrivere.html' title='IL VIZIO DI SCRIVERE'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-92870128770752380</id><published>2008-08-13T14:56:00.003+02:00</published><updated>2008-09-22T11:42:44.425+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scrivere'/><title type='text'>SE VI SALTA IL TIC</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Anni fa ho letto un libretto intitolato "Scrivere è un tic". In effetti io questo tic, inteso come piccola o grande mania, l'ho sempre avuto. Se pensavo a cosa mi sarebbe piaciuto fare "da grande" avrei detto "scrivere"... E più o meno l'ho fatto, negli anni, non spetta a me dire con quali risultati, con molte pause, con molte lentezze, ma insomma... Resta il problema di fondo: perché si scrive? Perché si ha la presunzione di avere da dire qualcosa che agli altri possa interessare leggere? Sì, perché altrimenti basterebbe un diario personale, uno scriverebbe per sé e tutto finirebbe lì. Invece si cerca sempre di far leggere, di pubblicare, di far circolare le cose che si scrivono. Anche la proliferazione dei blog lo dimostra. Siamo un paese di scrittori ma di pochi lettori, perché, tutti impegnati a scrivere, non abbiamo tempo per leggere quello che scrivono gli altri. E la qualità... Va come tutto il resto quando la quantità prende il sopravvento. Ecco qua, ci sono ricascato anche io, con questo blog... Ma si sa, quando le cose si pensano, o si ripensano, in ritardo... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-92870128770752380?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/92870128770752380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=92870128770752380' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/92870128770752380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/92870128770752380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/08/se-vi-salta-il-tic.html' title='SE VI SALTA IL TIC'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-8140998524607382192</id><published>2008-08-12T11:43:00.007+02:00</published><updated>2008-09-25T12:43:23.878+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ripensando'/><title type='text'>FONDI DI CAFFÈ</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;I pensieri della mattina sono come i fondi del caffè. Mentre cerchi di svegliarti si affollano disordinatamente sul fondo della tazzina, poi restano lì inconsapevoli e tu esci e non ci pensi più. Poi tornano su con il retrogusto di quello che hai bevuto, magari qualche granello ti è rimasto tra i denti e lo rimastichi, lo passi di qua e di là in bocca non sapendo se ingoiarlo o sputarlo fuori... Finché passano anche da lì, e vengono riassorbiti da altri umori, altri sapori, altre storie. Così è quando si pensa a qualcosa che si vuole scrivere. La si passa e ripassa tra i denti, la si scrive in testa fino a quando finalmente si decide che è il tempo di farla uscire del tutto. E il tempo può anche essere lunghissimo...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-8140998524607382192?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/8140998524607382192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=8140998524607382192' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/8140998524607382192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/8140998524607382192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/08/fondi-di-caffe.html' title='FONDI DI CAFFÈ'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-1789162699471571979</id><published>2008-08-11T16:31:00.003+02:00</published><updated>2008-08-11T16:36:17.186+02:00</updated><title type='text'>A PROPOSITO...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A proposito di ricordarsi le cose in ritardo... Almeno da un post all'altro... Domani alle 15.05 su Radio Vaticana 105, il sottoscritto parteciperà alla trasmissione "Poteva essere un talk-show". La puntata è dedicata ai problemi dell'educazione, e io... beh, ovviamente faccio anche pubblicità al libro, ma non solo...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-1789162699471571979?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/1789162699471571979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=1789162699471571979' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/1789162699471571979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/1789162699471571979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/08/proposito.html' title='A PROPOSITO...'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-4355070475826356986</id><published>2008-08-11T16:13:00.005+02:00</published><updated>2008-09-22T11:39:44.353+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><title type='text'>AUTO PUBBLICAZIONE E AUTO PUBBLICITÀ</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Approfitto subito per un uso personale del blog personale... Beh, detta così è una cosa del tutto regolare, no? Insomma, un paio di mesi fa ho fatto una scommessa... Da sempre mi piace scrivere, e ho anche pubblicato alcune cose. Ho visto questo sito, &lt;a href="http://www.ilmiolibro.it/"&gt;http://www.ilmiolibro.it/&lt;/a&gt;, mediante il quale, con una spesa non esagerata (anzi decisamente minima) è possibile autopubblicare qualunque cosa, scegliere formato e aspetto, e via... Far stampare il tuo libro e non solo, ma anche metterlo in vendita. Eccolo qui. &lt;em&gt;Playstation Bug&lt;/em&gt;. Di che si tratta? Cliccate sulla copertina qui a fianco e scoprirete qualcosa di più...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-4355070475826356986?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/4355070475826356986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=4355070475826356986' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4355070475826356986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/4355070475826356986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/08/auto-pubblicazione-e-auto-pubblicita.html' title='AUTO PUBBLICAZIONE E AUTO PUBBLICITÀ'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3205483776963577342.post-5320626545588163335</id><published>2008-08-11T15:30:00.008+02:00</published><updated>2008-09-22T11:39:17.934+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie'/><title type='text'>UN'ANTICA LEGGENDA GRECA...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;C'erano una volta due fratelli. Uno, Prometeo, era quello che pensava le cose in anticipo. L'altro, Epimeteo, era quello che pensava le cose in ritardo. Il fratello sfigato, insomma... Prometeo aveva fatto arrabbiare gli dei, che per punirlo gli mandarono una bellissima donna, Pandora, che gli si sarebbe concessa in sposa portando come dote un vaso prezioso. Questo vaso però conteneva tutte le disgrazie del mondo, e una volta aperto sarebbe stato un disastro. Ovviamente Prometeo, il furbacchione, lo sapeva, e rimandò indietro sia la ragazza che il regalo. Gli dei allora la mandarono da Epimeteo, che naturalmente...&lt;br /&gt;... Da allora il genere umano è allietato da tutte le più varie disgrazie possibili...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3205483776963577342-5320626545588163335?l=epimet.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://epimet.blogspot.com/feeds/5320626545588163335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3205483776963577342&amp;postID=5320626545588163335' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/5320626545588163335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3205483776963577342/posts/default/5320626545588163335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://epimet.blogspot.com/2008/08/una-vecchia-leggenda-greca.html' title='UN&apos;ANTICA LEGGENDA GRECA...'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09508350473400565174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/_JP5LvFHTFnw/SKXGNuKZubI/AAAAAAAAAA4/_C4LcPK5Nxo/S220/fram.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
